martedì, 24 luglio 2007, ore 21:12

Sei già tu un eroe

Padre di famiglia

Che la mattina ti alzi

Un veloce saluto

Una treno e poi un lavoro

Che non ti è mai piaciuto.

 

Sei già tu un eroe

Madre di un figlio

Che va male a scuola

Arriveranno tempi migliori

Troverà la sua strada

Riavrai il tempo, per curare i tuoi fiori.

 

Sei già tu un eroe

Unico figlio

Di genitori separati

Il tuo sogno  una vita sicura

Vuoi una donna che t’ami

Ma è della fedeltà, che hai paura.

 

Sei già tu un eroe

Che vivi solo

Per un amore finito

Non ti sei più ripreso

Ha scelto la solitudine

Un tradimento t’ha offeso.

 

Sei già tu un eroe

Che hai cambiato la tua strada

Ed un giorno hai capito…

La tua vita era un deserto

Troppe volte in passato

Hai scelto il certo.

 

Sei già tu un eroe

Il peso degli anni

Ha sbiadito i tuoi sogni

Nella saggezza del tempo passato,

Ed ai nipoti racconti la tua storia

Ancora ragazzino, eri già un soldato.

 

Sei già tu un eroe

Quand’eri giovane

Meditasti a lungo

Credevi d’ esser nell’oblio

Poi senza esitazione,

Ti inchinasti a Dio

 

Sei già tu un eroe

Ragazzo altruista

Nel tuo animo un poeta

Alla ricerca del vero

Sei partito volontario

Nel continente nero

 

Sei già tu un eroe

Che non lo vuoi mai più rifare

Sei finito in prigione

Quell’affare è fallito

Ora sei libero

E del tuo passato un pentito.

 

Sei già tu un eroe

La fortuna ti ha sorriso

Successo soldi e fama

Ma come a tutti è noto

Ti sei donato agli altri

Per riempire un vuoto

 

 

 Sei tu il vero eroe

Che a una condizione non ti rassegni

Sfiderai il destino, guarderai la sorte in volto,

E con  fermezza e con costanza

Con il tuo impegno e la tua forza,

Sei per tutti noi, un esempio di Speranza.

 

 

 

 

A Romantigigo, con affetto e partecipazione

 

Mario

 

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venerdì, 20 luglio 2007, ore 15:48

water_on_mars

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mercoledì, 18 luglio 2007, ore 11:30

Non è ad un tiepido sperare

che i versi affidano il coraggio

ma ad un travolgente mare

 spietato ed in tempesta.

Non sono altro che un naufrago di quel suo enorme fragore

di quell' ira immortale

che imponente s'abbatte sugli scogli dei miei umani confini

e fa librare altissimi verso il cielo

vertiginosi spruzzi di poesia.

 mare

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lunedì, 16 luglio 2007, ore 15:01

Voglia di sincera opinone

Libera da meschina educazione

Voglia di cose fuori posto

In questa finta perfezione.

Voglia di umano

Nella degradante periferia

Voglia di urlare

Non è la giusta via.

 

Voglia di ridere a fondo

In questo credersi uomini padroni del mondo

Voglia di piangere

In questo fare tutti i duri e fingere.

Voglia di casino voglia di farsi a fette

In questo silenzio di cose non dette

Voglia di follia irrazionale

In questo folle ragionare.

Voglia di sincerità pungente

Il troppo buono è un’etica perdente.

Voglia di uno scomodo parlare

Su questo va tutto bene, in cui va tutto male

Voglia di trasgressione

In questo è tutto uguale.

Voglia di coraggio

Senza paura di amare.

Voglia di rispetto

E personale considerazione.

Voglia di ribellione

Senza alcuna condizione.

 

foto_leoni_14 

 

 

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venerdì, 13 luglio 2007, ore 01:50

E’ forte l’odore delle custodie in pelle

riempie la stanza degli strumenti.

Tra incroci di cavi si monta la band,

musicisti allo stretto

tra quattro mura

e manifesti dei pink floyd.

Una sigaretta e poi si attacca,

l’anima scioglie le sue corde

nell’arpeggio di un’acustica,

luccica il piatto, al ritmo di rullante

nel petto si gonfia, l’eco piena del basso.

Tra luci soffuse di una vecchia mansarda

entra in silenzio una tastiera,

si scivola sulle note d’un piano

una vita in cui fa troppo  freddo

si scalda tra i violini..

E’ sera, una leggera brezza canta il suo motivo

fa il giro della stanza, e se ne va...

Brividi sulla pelle, e pensi ai ricordi

a quante volte non hai saputo andare a tempo con la vita

a quanto  era bello, quello stupido sognare

e pensi a lei che se n’è andata

senza più tornare

 

E ti viene in mente quella volta

che le scrivesti una canzone

col mare sullo sfondo

per urlarle il tuo dolore

gridarlo in faccia al mondo.

chitarra

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lunedì, 09 luglio 2007, ore 15:56

Inutile.

Tutto quello che hai fatto,

è inutile.

Tutto quello che sei stato,

è inutile

ogni cosa che hai

 inutilmente

amato è inutile.

Dal nulla sei venuto

inutilmente

Al nulla

Con una morte

Inutile

Sei ritornato.

 

Hai lottato al fronte

Inutilmente

 

Per un pezzo di pane

inutile

Che non mangerai

Per una terra

inutile

Che non vedrai

E per una vittoria

Inutile

Che non esulterai

 

Correvi al riparo

Su’n monte sconosciuto.

Poi uno sparo,

E sei caduto.

 

Il tuo nome s’una croce

“Qui riposa il milite”

E’un’ ingiustizia atroce,

Dal cuore un grido:

la guerra è  inutile.

 

Mother do you think they'll drop the bomb
Mother do you think they'll like the song
Mother do you think they'll try to break my balls
Mother should I build a wall
Mother should I run for president
Mother should I trust the government
Mother will they put me in the firing line 
is it it just a waste of time *
Hush now baby don't you cry
Mama's gonna make all of your
Nightmares come true
Mama's gonna put all of her fears into you
Mama's gonna keep you right here
Under her wing
she won't let you fly but she might let you sing
Mama will keep baby cosy and warm
Ooooh Babe Ooooh Babe Ooooh Babe
Of course Mama's gonna help build the wall

Mother do think she's good enough for me
Mother do think she's dangerous to me
Mother will she tear your little boy apart 
mother will she break my heart
Hush now baby, baby don't you cry
Mama's gonna check out all your girl friends for you
Mama won't let anyone dirty get through
Mama's gonna wait up till you come in
Mama will always find out where
You've been
Mamma's gonna keep baby healthy and clean
Ooooh Babe Ooooh Babe Ooooh Babe
You'll always be a baby to me
Mother, did it need to be so high.

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venerdì, 06 luglio 2007, ore 22:28

Soffro

al punto di voler morire

al punto di sfidarti,

soffro, soffro al punto

di chiamarti, ad alta voce,

di invocarti  per nome.

Accecati i miei occhi,

senza senso i miei gesti

si perdono vuoti nel vuoto.

Eterno è il mio vagabondare senza meta.

Senza direzioni il mio stanco agire.

Aferro a mani nude

quella Spada che sento,

 e che senza pietà mi trapassa.

E’ dolce il suo penetrante dolore,

divina la sua sofferenza.

 Mentre periscono parti di me,

scompaiono lontane negli abissi.

Condannate alla fine, come ogni cosa che ha inizio.

Come silenziosi veli uno ad uno i miei respiri

s’adagiano delicati sul corpo,

m’addormento senza resistenze,

 in un sonno, senza pensiero.

E’ leggero il mio  sparire nel vento

perdo le mie forze, il niente mi invade.

Mi restituisco al mondo.

Interamente , mi dono al buio.

Muoio.

E' assenza di me.

Dissolvenza e trasformazione.

Ora scorro con l’ acqua, ora divampo, nel fuoco.

Lentamente

da sperduti confini

di un lontano esistere

a poco a poco

una luce senza tempo,

come un’alba lontana,

mi guarda.

 Una gioiosa aura dorata

 compare.

E’ ricoperta di grazia e splendore

è agile e leggera, gioiosa

e splendida. Sinuosa.

Il suo calore m’invade

la sua amorevole freschezza mi desta,

e tra giocosi turbini,

e  vertigionse salite,

e infinite picchiate tra gi azzurri del cielo

mi conduce,guidandomi

come un aquilone

ora in alto, sempre più in alto

ora in basso fino a sfiorare il mare.

Si librano in cielo

 limpide  e lucenti

le ali

di un altro me.

Anche la mia fine ora è morta,

come ogni cosa che ha principio.

Un nuovo viaggio ha inizio.

Piange un germoglio

nell’albero della vita,

ondeggio tremante.

Sono nuovo sono vivo e sorrido

è un’altalena danzante di stagioni

questo mondo risorto

cosi’ pieno di speranza

così raggiante di emozioni.

 

Un violento sussulto,

sento del cuore il richiamo.

Ritrovo me stesso

per dirti, ti amo.

 

mariogyn
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giovedì, 05 luglio 2007, ore 21:10

Sanguinose

lacrime di rabbia

di un animale in gabbia

lacrime

mariogyn
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giovedì, 05 luglio 2007, ore 16:54

La poesia non ha regole, non ha padroni, non ha ordini. Non c'è un modo, non c'è un manuale di poesie. E' totale dittatura della penna che si prende gioco delle parole e delle illusioni del mondo, per cantare la vita, l'amore per ridere e per ribellarsi a chi ci impone che quella cosa alta fatta di cemento io sono costretto a chiamarla..."Muro!" A voi la visione del filmato di un uomo, che è l'incarnazione sulla terra della vera poesia, di quella che sotto la nostra energia rigidamente bolccata...è la vera e folle natura non solo umana, ma del mondo, dell'universo. Ma scusate..e perchè chiamare l'universo universo? E' un nome concettuale, umano, riduttivo, un codice. E allora quando guardo l'universo...io non lo chiamo con nessun nome. Il suo vestito è troppo grande per avere un nome.

Sto in silenzio, impressionato dalla sua maestosa bellezza.

mariogyn
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